| Raft: Il tuo ultimo album "Playing My Game" è uscito nel 2000. Cosa ti sei
sentita di fare nel frattempo e sei stata preoccupata del fatto che prendendoti
una pausa avresti potuto perdere ciò che finora avevi costruito?
Lene
Marlin: Ahh, cosa mi sono sentita di fare? Ho dormito per un po' (ride). No,
avevo appena dovuto sopportare molti cambiamenti nella mia vita e perciò avevo
bisogno di riposo e di altre cose e non di andare in tutti questi hotel di
diversi paesi. Avevo soltanto bisogno di rilassarmi e di non pensare a
nient'altro. Dicono sempre che quando ti prendi tanto tempo dal tuo primo album
a quello successivo, puoi perdere alcuni fan o qualcosa, ma io penso che avevo
proprio bisogno di utilizzare quel tempo sia personalmente che musicalmente.
Perchè se avessi pubblicato un album due anni fa, non sarebbe stato buono.
Perciò ora sono davvero orgogliosa dell'album e so che questo è il periodo
giusto.
R: Cosa possono attendersi i fan dal tuo secondo
album?
LM: Sono cresciuta ora. L'ultima volta avevo 17 anni e ora ne
ho quasi 23 perciò penso che le mie canzoni siano cambiate, chiaramente, è uno
sviluppo naturale. Davvero non so cosa dire, immagino che la gente voglia dargli
una possibilità e ascoltarlo.
R: Perché hai scelto il titolo "Another
Day"?
LM: Perché uno dei brani dell'album si chiama "Another Day" e
poi gli dà più significato ma non voglio dire altro, le persone devono
attribuire il loro proprio significato ad esso!
R: Quando ti sei messa
a scrivere "Another Day", avevi già le idee ben chiare su come impostare
l'album? O lo hai affrontato in modo spregiudicato?
LM: E stato un
po' strano perché ho scritto la metà dell'album in studio perché mi ispirava
tanto. In un certo modo sapevo che le canzoni che avevo scritto prima non
sarebbero finite sull'album, perché speravo di riuscire a scrivere alcune nuove
canzoni. Poi ho cominciato a lavorare con Mike Hedges e il suo team di persone e
ogni cosa andava bene e mi era talmente di ispirazione che ho scritto tante
nuove canzoni. Davvero non è andata nel modo in cui pensavo che sarebbe andata,
era talmente d'ispirazione.
R: Quando ti sei presa la tua pausa stavi
ancora scrivendo?
LM: Sì, scrivevo tutto il tempo. Alcune delle
canzoni sapevo erano canzoni soltanto per me e non volevo che nessun altro le
ascoltasse. Ma ho scritto un sacco di canzoni, sì.
R: Qual è la tua
canzone preferita dell'album?
LM: Oh, avrei dovuto prepararmi a
questa domanda! (ride) La mia canzone preferita è un po' difficile da dire
perché sono così legata a tutte quante visto che le ho scritte e so di cosa
parlano tutte quante. Davvero non posso dire di avere una canzone preferita; a
volte ascolto "Sorry" o "My love"... dipende. E' mutevole.
R: Il
singolo "You Weren't There" si riferisce a qualcuno in
particolare?
LM: Ah, sì (ride). Non posso dirlo! Neanche i miei amici
sanno di cosa trattano le canzoni e la ragione è che sono molto personali.
Alcune canzoni riguardano me, alcune no ma non voglio che la gente sappia quali!
E voglio anche che le persone si creino le proprie storie sulle
canzoni.
R: Dove avete girato il video per la canzone?
LM:
E' stato girato a Stoccolma in Svezia. Ci siamo stati due giorni. Faceva così
caldo. E' stato in giugno.
R: Hai lavorato sull'album con Mike Hedges,
che ha prodotto album per gente come U2, Travis o The Cure. Com'è sorta la
collaborazione?
LM: Volevo il produttore giusto che prendesse le mie
canzoni e desse loro una spinta ulteriore e un mio amico disse "dovresti
indagare su Mike Hedges'. Così pensai che avrei dovuto mettermi in contatto con
lui e la casa discografica cominciò a parlargli. Ho incontrato Mike a Londra
solo un giorno soltanto per dire ciao e lui è stato semplicemente un grande.
Aveva quel gran sorriso sul viso e diceva tutte le cose giuste. E pensai con
buona speranza che avrebbe funzionato anche musicalmente. E così ritornai per
fare un paio di canzoni e abbiamo trovato qualcosa di speciale, avevamo scelto
la band e penso che invece di due canzoni ne facemmo tipo cinque. Mi sono
sentita davvero a mio agio.
R: E' stato l'unico produttore con cui hai
lavorato sull'album?
LM: Sì, è l'unico produttore.
R: Eri
una grande fan di Travis, U2 o The Cure?
LM: Sì, è questo il punto,
gli U2 sono la mia band favorita e adoro i Travis!
R: Come hai detto
prima, ti sei riposata alcuni anni, ti senti sotto pressione per la
pubblicazione del tuo secondo album, considerato il successo del primo,
soprattutto perché "Sitting Down Here" è stato un successo così grande in tutto
il mondo?
LM: Il fatto è che tutto è stato così travolgente e non mi
aspettavo che l'album andasse così bene, perciò quando mi sono presa la mia
piccola pausa ho avuto bisogno di sedermi e assorbire tutto e riflettere su
tutte le cose buone che erano capitate. Penso che certamente c'è un certo tipo
di pressione, ma quello che mi dico è che sono più grande, i tempi sono
cambiati, non è come quando è uscito il primo album. Alcuni fan sono andati via
ad ascoltare altra roba ma ho fiducia che ancora ne sia rimasto qualcuno. Tutto
quello che so è che sento di aver fatto il miglior album che fossi capace di
fare in questo momento. Probabilmente non avrei fatto lo stesso album se
l'avessi fatto l'anno prossimo o in qualche altro tempo, dipende
sempre.
R: Ormai hai avuto tempo per ascoltare l'album per un bel po',
sei pienamente soddisfatta del risultato finale o vorresti poter cambiare
qualcosa? Quand'è che hai detto basta - così va bene?
LM: Penso che
si potrebbe sempre cambiare qualcosa. E poiché abbiamo cominciato a registrarlo
a ottobre, ho scritto già delle nuove canzoni e desidererei che fossero
sull'album. Ma abbiamo dovuto lasciarle da parte perché avevamo già le dieci
canzoni che volevamo. Sono così soddisfatta dell'album, anche se l'ho ascoltato
non so quante volte è sempre qualcosa di cui sono così orgogliosa e sono così
felice del risultato.
R: Hai avuto maggiore controllo creativo su
quest'album rispetto al primo?
LM: Penso che stavolta sapevo meglio
ciò che volevo. Penso che fosse questa la grandiosità di Mike. Visto che è un
produttore di grande fame avrebbe potuto dire facilmente "facciamo questo,
facciamo quello" ma avevamo una specie di accordo. Lui sapeva già quello che
volevo ed io sapevo quello che voleva lui: questo ha creato un team perfetto.
Era stupefacente. Mi è piaciuto moltissimo l'intero processo di registrazione
perché era divertentissimo.
R: Come affronti la composizione di una
canzone? Cosa viene prima, il testo, la melodia o la musica?
LM:
Dipende tutto quanto. Posso trovarmi su un aereo o stare seduta in un bar... Se
all'improvviso afferri quell'idea, cerchi soltanto qualcosa con cui scrivere e
ti affretti a buttare giù il testo. Ma penso che a volte sto soltanto a casa,
prendo la mia chitarra e vedo se succede qualcosa. Ma sai a volte vengono prima
i testi, a volte la melodia, a volte tutte e due allo stesso tempo.
R:
Di quale canzone ti senti più fiera?
La canzone di cui mi sento più
fiera? Ah! Sai, avrei dovuto prevedere anche questa (ride). Oh è difficile
perché sono tutte... non saprei dirti è veramente...
R: Scrivi mai
qualcosa e pensi "wow questa è dannatamente buona"?
LM: Sì, ci sono
stati momenti in cui ho pensato "ah, sì" (ride). Penso sia l'intera canzone, il
momento in cui sento che è okay, che è una canzone che sono felice di aver
scritto e allora voglio suonarla alla gente. L'intero album, ci sono dieci
canzoni che dovevano essere per forza sull'album; e non avrei potuto davvero
toglierne neanche una.
R: Quante canzoni hai registrato per
quest'album?
LM: Ricordo che l'ultima canzone che ho... non l'ultima
che ho scritto ma l'ultima che abbiamo registrato è "My Love". E originariamente
già avevamo pronte le dieci canzoni, intendo, l'album non era finito ma sapevamo
quali canzoni avremmo utilizzato. Ma poi ho detto semplicemente che dovevamo
metterci anche questa canzone. E così abbiamo fatto.
R: E una se n'è
dovuta andare?
LM: Una è dovuta andar via, sì (ride).
R:
Sarà conservata come una b-side?
LM: Non so cosa farò di quella
canzone. Penserò a qualcosa! (ride)
R: Ho sentito che hai scritto
alcune canzoni per la cantante norvegese Sissel?
LM: Sì.
R:
I tuoi fan ti vedranno scrivere per alcuni altri artisti?
LM: Mi
piacerebbe davvero farlo, intendo che mi piace scrivere canzoni e questo è
qualcosa su cui ho pensato a lungo ed è qualcosa che voglio fare in futuro,
scrivere canzoni per altri artisti. Sì, di sicuro.
R: Parlando di
scrivere canzoni, quale canzone vorresti aver scritto?
LM: Oh, buona
domanda! (ride). Vorrei aver scritto "With Or Without You" o "One". Sono le due
canzoni delle quali ho pensato "oh, beh!" Ce ne sono altre, ma ogni volta che
ascolto quelle due canzoni è come se oh sono così grandiose, sono gran belle
canzoni.
R: Dunque gli U2 sarebbero la collaborazione che
sogni?
LM: Penso che lo sarebbero, sì (ride).
R: Li hai
contattati?
LM: Non ne ho il coraggio sai (ride). Ma sì, penso che
sono una band straordinaria.
R: Parlando di ispirazioni, chi ti ha
ispirato musicalmente mentre crescevi e chi stai ascoltando al
momento?
LM: Mentre crescevo, è stata tutta la radio, veramente. Non
ho proprio ascoltato musica nell'ultimo anno, è come se a volte scopro un cd che
avevo da anni e lo riascolto. Perciò cosa posso dire in questo preciso momento?
In verità non c'è nesssuno in particolare che ascolto.
R: Hai
registrato il tuo album a Londra, come ti è sembrato vivere a Londra? E cosa ti
è mancato di più della Norvegia mentre eri via?
LM: Il fatto è che
viaggiavo parecchio avanti e indietro da Londra a Oslo ed è stato il periodo più
bello quello trascorso a Londra durante la registrazione perché ci siamo
divertiti parecchio. E il team di persone era davvero straordinario. Ogni volta
che tornavo a casa pensavo tipo "okay sto per farmi un paio di giorni di
riposo", ma ero sempre impaziente di tornare indietro. Non ho mai avuto la
sensazione di lavorare perciò ogni volta che mi recavo all'aeroporto per andare
a Londra era qualcosa di cui non vedevo l'ora. E' un po' triste che sia finito,
ma va bene così.
R: Prima stavi parlando del successo inaspettato del
tuo primo album. Come hai tenuto testa alle pressioni e alle attenzioni? E se
potessi tornare indietro da quella diciassettenne e darle alcuni consigli, cosa
le diresti?
LM: Penso che ogni cosa che fai ha il suo lato positivo e
quello negativo, ce n'è sempre qualcuno. Il fatto è che ora ho fiducia di aver
imparato molto di più, so più di quanto sapevo allora; conosco meglio di cosa si
tratta. Quando ho avuto la mia piccola pausa avevo soltanto bisogno di trovare
quella bella sensazione nello scrivere una canzone, perché poi all'improvviso
tutto quello che facevo era parlare di me stessa quando volevo scrivere della
musica. Penso solamente a tornare indietro a quella sensazione che sentivo
quando stavo in casa dei miei genitori, nella mia stanza da letto, seduta lì con
una chitarra e me ne esco con qualcosa e penso "ah questo è grandioso". Lo sai,
se dovessi dare un consiglio a qualcuno, è soltanto quello di permetterti di
dire no e di concederti di divertirti e principalmente di prenderti bene cura di
te stessa. Sì, è quello che direi.
R: Qual è stato il punto più alto
della tua carriera finora?
LM: Ah, ci sono stati così tanti punti
alti (ride). Credo anche solo il poter avere il privilegio di fare qualcosa che
ami, essere effettivamente nelle condizioni di registrare l'album e pubblicare
un album e presentare la tua musica alle persone. E' qualcosa di cui sono tanto
grata perchè amo la musica. E ovviamente è davvero travolgente il pensiero che
tutte queste persone sono realmente andate nel negozio di dischi a comprare il
tuo album. Ho avuto del tempo per pensarci, ancora non riesco davvero a capire,
ho ancora problemi nel dire che è successo perchè non me l'aspettavo per
niente.
R: A volte camminando per via pensi "oh mio Dio sono Lene
Marlin"?
LM: (ride) Non in quel modo. Ma è quando incontri queste
persone [fan] e penso che sono soltanto io, nulla di più. E alcuni degli show di
premi dove sono andata, avere tutta quella gente che urla il tuo nome, sembra
così irreale e non è qualcosa a cui puoi prepararti. Quando penso a quei
momenti, rido e penso "straordinario"!
R:E qual è stato il punto più
basso nella tua carriera?
LM: Poichè non mi aspettavo che il mio
album vendesse, non mi aspettavo nulla. Non potrei davvero dire che qualcosa ha
rappresentato un punto basso perchè le mie ambizioni in ogni caso non erano
tanto alte. Cioè ci sono cose che non mi piacciono in quest'industria, come ad
es. i paparazzi e roba del genere, ma non è un punto basso della mia
carriera.
R: Ed eri anche abbastanza giovane per gestire tutta quella
pressione e quell'attenzione.
LM: C'è stato un grande cambiamento
nella mia vita dall'essere totalmente anonima all'essere improvvisamente
riconosciuta dovunque andassi, perciò è stato un bel cambiamento devo
dire.
R: Perchè secondo te la Scandinavia ha avuto più di altre
regioni tanto successo nei mercati anglofoni?
LM: Oh, non so. Non
so.
R: Ce ne sono tanti tipo Roxette, Abba...
LM: Oh, non
ho idea.
R: ...E Aqua.
LM: Sì, non saprei
dirti.
R: Neanche Spagna, Germania o Francia hanno quel tipo di
successo!
LM: Ma credo che finché alla gente piace la tua musica non
importa veramente da dove vieni, fintanto che hai qualcuno a cui piace quello
che stai facendo.
R: E' frustrante che i mercati anglofoni non siano
affatto così aperti alle canzoni non cantate in inglese, o sei felice di cantare
in inglese? Vorresti piuttosto poter cantare in norvegese?
LM: Oh no,
per alcune ragioni mi viene naturale scrivere in inglese, ogni volta che penso a
un testo, penso in inglese. Non so cosa farò in futuro ma non mi vedo davvero a
fare un album in norvegese per ora.
R: Davvero?
LM: No, non
credo (ride).
R: Quanto più difficile è per un norvegese fare breccia
nel mercato inglese? C'è già un sacco di competizione.
LM: Come ho
detto, è soltanto... quando ci penso, è semplicemente travolgente. E ora con il
singolo uscito e... in Italia, ho questo fan club italiano stupefacente che è
così di sostegno. E' passato molto tempo dall'ultimo album e ricevere questa
sensazione che qualcuno si ricorda ancora di te è davvero una sensazione
piacevole. Qualunque cosa succeda non so cosa aspettarmi.
R: Fuori dal
gruppo delle attuali cantautrici femminili ce ne sono alcune che
spiccano?
LM: Non lo so.
R: Cosa pensi di Avril Lavigne e
Nelly Furtado?
LM: Mi ricordo quando ho ascoltato "Complicated" per
la prima volta e ho pensato che era una grande canzone. Ha avuto un successo
strepitoso e quando senti l'album e quando senti le canzoni sai perché, perché
sono belle canzoni.
R: Cosa pensi dei reality show come Pop Idol e
Fame Academy? Pensi che la prendono troppo facile?
LM: Sai che non
direi che la gente l'ha avuta troppo facile perché a volte penso che io l'ho
avuta troppo facile. Penso che la mia sola preoccupazione riguardo questo tipo
di show è che a volte le persone vedono i loro sogni come uccisi perché i
giudici possono essere veramente crudeli dicendoti che non appartieni qui.
Questa è il mio piccolo pensiero. Perché so che se io avessi partecipato a Idol
in Norvegia, penso che sarei stata una delle persone a cui avrebbero detto
"prego" (ride) "non dovresti essere affatto qui". Questa è la mia unica piccola
preoccupazione a proposito, quando hai qualcuno che davvero ama la musica, e
scrive musica o qualsiasi cosa fanno è davvero difficile ricevere quella cosa in
faccia del non appartenere qui e non dovresti fare questo. Spero che non troppe
di quelle persone abbiano smesso di fare musica.
R: Anche se tu non
hai avuto giudici come quelli, hai avuto giornalisti e
redattori...
LM: Ognuno ha un'opinione su tutto, ho scoperto.
Vogliono parlare del singolo, del video, dei tuoi capelli, dei tuoi vestiti,
tutto. Credo devi dire a te stessa tipo che quella è l'opinione di una persona e
la successiva può significare qualcos'altro. Se qualcuno è veramente crudele con
te chiaramente fa male, possono farti una brutta recensione fintantoché è fatta
nel modo adeguato.
R: Critica costruttiva!
LM: Sì. Dipende
tutto da come lo fanno.
R: Come ti riposi quando non
lavori?
LM: Sto in giro con i miei amici, leggo un libro, guardo un
film, faccio cose normali.
R: Hai ancora gli stessi amici di
scuola?
LM: Non vivo più nella stessa città, perciò sono stata così
fortunata da essere riuscita a fare alcune nuove amicizie. Comunque parlo ancora
con i miei vecchi amici.
R: Come si relazionano a te ora che sei
famosa?
LM: Mi rendono davvero orgogliosa trattandomi proprio allo
stesso modo in cui hanno sempre fatto. Dicono che sono soltanto Lene e non
quella di cui leggono, perciò mi trattano come prima ed è
grandioso.
R: Cosa ti piace di più del tuo lavoro? Lo scrivere? Il
registrare? Esibirti?
LM: Per ora ho quest'album e intendo davvero
suonarlo alla gente e farglielo sentire. Penso che sia proprio il privilegio di
poter fare quello che ami. Io lo amo. Amo scrivere musica. Penso che sia la
miglior cosa.
R: Se non scrivessi musica, cosa faresti?
LM:
Oh, (ride) ho riflettuto su cos'avrei fatto se non avessi ottenuto il contratto
discografico ma è impossibile da dirsi. Questo è il mio tipo di vita
ora.
R: Hai pianificato alcune date live per sostenere il tuo
album?
LM: E' qualcosa che voglio davvero fare. Confido che avremo il
tempo di farlo. Soltanto piccoli club, stare seduti, piccoli palchi, suonare
alla gente.
R: Hai già suonato qui in Inghilterra?
LM: Non
ora, l'ho fatto l'ultima volta con "Playing My Game", ho viaggiato un po' in
giro per fare alcuni set acustici ma è stato molto tempo fa.
R: Perché
secondo te le tue canzoni riescono a toccare gente così differente in paesi così
diversi?
LM: Ho provato a trovare una risposta e non ci riesco
(ride). Non so.
R: Quali piani hai per il resto
dell'anno?
LM: Cambiano ogni giorno. Mi sto preparando per la
pubblicazione dell'album. E farò tipo dei viaggi in alcuni posti. Non so davvero
cosa farò.
R: Ci farai attendere altri tre anni per il tuo prossimo
album?
LM: (ride) No, spero di no. Ho davvero cominciato a scrivere
canzoni per il prossimo album, perciò spero che non ci vorrà tanto!
R:
E' stato grandioso parlare con te, grazie molte.
LM: Grazie.
FONTE:
The-Raft - Lene.it
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