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Sono
trascorsi molti anni dal debutto in
pubblico di Lene Marlin, ma è proprio nel
primo anno di esordio che la vita della giovane cantante-compositrice
norvegese è cambiata radicalmente. Il suo singolo
d’esordio, Unforgivable Sinner, dopo essere
rimasto per cinque settimane al primo posto
della classifica di vendita in Norvegia, conquistando
diversi primati (tra cui quello di singolo più
venduto di tutti i tempi in quel paese), nei
primi mesi del 1999 cominciò a farsi notare
in Europa e in Giappone. In Italia è successivamente
diventato uno dei più grandi successi dell’anno
scorso e la totale approvazione del nostro pubblico
nei confronti dell’artista nordica è stata confermata
dalle successive affermazioni dei singoli Sitting
Down Here e Where I’m Headed; spinto da questi
hit, l’album d’esordio di Lene, Playing My Game,
ha superato nel nostro paese vendite da “doppio
platino” e vanta una permanenza record in classifica,
oltre 40 settimane. Al di là delle più azzardate
aspettative, la fama di Lene Marlin ha raggiunto
impressionanti proporzioni internazionali: alle
sue sorprendenti affermazioni in Italia si aggiungono
quelle in numerosi altri paesi. In patria, inutile
dirlo, sono fioccati innumerevoli riconoscimenti;
intanto i suoi singoli si aggiudicavano tutti
la prima posizione in classifica.
L'INIZIO
DI UN SOGNO La storia
ebbe inizio quando alcuni amici convinsero Lene
a suonare le sue canzoni in una trasmissione
di una radio della sua città natale, Tromso,
località situata all’estremo settentrione della
Norvegia, ben oltre il Circolo Polare Artico.
Un giornalista, rimasto fortemente impressionato
dalla bravura della sconosciuta artista, la
segnalò subito alla sede della Virgin norvegese,
a Oslo. Seguì la richiesta di una registrazione
del programma radiofonico; Lene venne quindi
convocata in uno studio per realizzare un provino,
con il solo accompagnamento della sua chitarra
acustica. Dopo due ore e mezza e quindici canzoni,
tutte di sua composizione, la cantante lasciava
lo studio avendo in pratica un contratto in
tasca: l’atteggiamento professionale, il look
attraente, le doti di autrice e, principalmente,
la voce incantevole avevano affascinato tutti
i presenti. Lene Marlin si distingue per uno
stile personale nel quale si fondono il gusto
pop che ha fatto la fortuna di tanti artisti
scandinavi negli ultimi anni e la profonda conoscenza
della miglior tradizione dei cantanti-compositori
americani. Con la sua chitarra e la sua voce
straordinaria, interpretando brani interamente
scritti da lei, esprime un’intensità che di
rado si manifesta anche in artisti di lunga
esperienza, alla quale aggiunge una sottigliezza
e un’innocenza davvero uniche. Secondo Lene,
la sue capacità di compositrice vanno attribuite
al fatto di essere cresciuta in Norvegia, dove,
nei mesi invernali, la luce del sole si riduce
fino a un’ora al giorno, situazione che stimola
la riflessione; con la chitarra come sola distrazione,
la studentessa ha avuto la possibilità di sviluppare
appieno le sue doti di autrice. Le sue canzoni
sotto molti punti di vista rispecchiano le condizioni
estreme dell’ambiente in cui vive: la gioia
delle notti estive, quando il sole non tramonta
mai, viene evocata con un tono così naturale
e diretto che non si può non restarne colpiti;
atmosfere più intime e misteriose si riferiscono
invece alle lunghe e malinconiche giornate invernali.
«Le mie ispirazioni possono provenire da qualsiasi
cosa: insignificanti avvenimenti della vita
quotidiana o i fatti importanti di cui leggo
nei giornali. Comincio a vagare con la mente
e mi perdo completamente», osserva Lene, pensosa.
«Ogni giorno dedico molte ore ad ascoltare musica
e a informarmi su tutto ciò che riguarda la
musica. Non c’è nient’altro che mi appassioni
allo stesso modo».
IL GRANDE TALENTO Il primo album di Lene Marlin,
Playing My Game, è stato registrato quasi tutto
a Oslo. Una trasferta che per la cantante comporta
un’ora d’auto per arrivare all’aeroporto e due
ore di volo per raggiungere la capitale. Uscita
da scuola, Lene si precipitava direttamente
all’aeroporto per il suo impegno del fine settimana;
in volo, faceva i compiti. «Era tutto così nuovo
e così stimolante che sono riuscita a tirar
fuori l’energia e l’entusiasmo per reggere a
un ritmo davvero pesante», ricorda. «A un certo
punto mi sono trovata così impegnata che per
vedere gli amici dovevo prenotarmi con sei settimane
di anticipo. In effetti, cominciavano a mancarmi
troppo cose come la PlayStation, le feste, le
chiacchiere con le amiche…». Sacrifici da affrontare
per realizzare i propri sogni, però: «Capii
che il mio album d’esordio avrebbe rappresentato
un monumento alla mia autodisciplina… come una
cartolina inviata a me stessa nel futuro!».
La maturità e il buon senso di Lene risultarono
preziosi quando un’influenza le fece perdere
la voce per 14 giorni, interrompendo le registrazioni.
Pensò che non l’avrebbe più recuperata e si
sentì in colpa verso chi aveva lavorato con
lei. L’ottimismo tuttavia prevalse e la piena
guarigione consentì di completare il lavoro.
Lene oggi è affascinata dallo studio di registrazione
e ne vuole apprendere tutti i segreti. Oltre
al talento, Lene Marlin possiede la determinazione
necessaria per emergere nel mondo della musica.
Lene torna quest'anno con un nuovo attesissimo
album dal titolo "Another Day" prodotto
da Mike Hedges (Cure,U2,Travis) e in uscita
il 12 settembre! Il primo singolo estratto "You
weren't there" in airdate mondiale dal
18 luglio!
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